CORRISPONDENZA TORINO FILM FESTIVAL 30: ANITA DI LUCA MAGI (ITA)

Per Desistfilm, Narda Liotine

Il film più familiare per Federico Fellini non venne mai realizzato da Fellini stesso. Scritto poco tempo dopo la morte di suo padre, Viaggio con Anita è una storia ambientata nei luoghi dell’infanzia del regista in cui la vicenda narrata incontra quella personale. Probabilmente per questa ragione il film, nelle maglie delle produzioni italiane, arrivò sino a Monicelli nelle cui mani cambiò fattezze e cuore.

Per la sua opera prima Luca Magi ha scelto di dare materia al testo che Fellini e Pinelli scrissero nel 1957, ripercorrendo i luoghi italiani cari al regista: Civita di Bagnoregio, Monterchi e Fano. Un’operazione sensibile che riporta la storia agli ambienti da cui proviene e la carica del calore tutto privato di cui pulsa.

Magi è prima di tutto un illustratore e disegnatore e aveva immaginato già attraverso uno story board l’andamento della storia, la ricostruzione che gli avrebbe permesso a suo modo e con la sua arte di far (ri)vivere l’opera di Fellini. Il caso o un gioco di affinità elettive invisibile ha poi voluto che gli si schiudessero le porte dell’Archivio del Cinema Familiare Homemovies di Bologna e che quelle rievocazioni potessero assumere i lineamenti genuini della memoria privata italiana e la densità di linguaggio delle pellicole in formato ridotto. La grana grossa, le frequenti sovresposizioni, i graffi degli 8mm e dei Super8 selezionati vengono da lontano, da quel passato a cui Fellini pensava e in cui aveva calato Anita e Guido nel loro viaggio sulle strade e per i luoghi dell’Italia centrale. A intercalare dei fotogrammi d’archivio, servono le testimonianze contemporanee sui luoghi e le attività umane che in essi si svolgevano con un unico denominatore comune, la persistenza dell’idea del ‘mare’ anche dove questo non c’è se non in tracce fossili. Una presenza-assenza magica che accompagna tutta la narrazione fino all’epilogo in mare, nella Fano di Fellini.

Singolarmente lodevole e apprezzabile è l’ausilio di materiale d’archivio nel cinema contemporaneo. Al di là della discussione ancora aperta circa il valore del found footage familiare di documento storico, è indiscusso l’apporto di carattere etnografico e di costume che gli home movies danno in tutto il mondo. Seppur manipolati e rallentati affinché più che la memoria somiglino all’onirico, le immagini d’archivio sono la vera forza dell’opera di Magi e probabilmente il medio espressivo più adatto a trasporre il testo non più perduto del regista della Dolce Vita.

Case di Produzione: Kiné (IT ) / Vezfilm (UK)
Regia: Luca Magi
Produttori: Alessandro Carroli
Fotografia: Claudio Giapponesi, Luca Magi
Montaggio: Claudio Giapponesi
Voce Narrante: Emidio Clementi
HD/8mm/super8 55minuti

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: