BAFICI CORRISPONDENZA : LA MALADIE BLANCHE di Christelle Lheureux (ITA)

per desistfilm: Lea Liotine

Prima della scrittura l’oralità. Prima del cinema la pittura rupestre.

Il simbolismo faunistico tipico di molto cinema contemporaneo, che attraverso un potente e diffuso richiamo alle origini sembra anelare ad una purezza non già perduta ma in qualche modo smarrita, affetta questo breve sogno ambientato in un villaggio delle Alpi francesi. La regista Christelle Lheureux– che ha esordito nel 2005 con Ghost of Asia, film a quattro mani diretto con il regista tailandese Apichatpong Weerasethakul– coglie la comunità di d’Argut-Dessus nel momento della festa. Mentre dei ragazzi ballano musica pop sotto le luminarie che bruciano il bianco e nero desaturato della pellicola, in altri angoli a tenere compagnia è il racconto fantastico, l’invenzione. Come in un teatro di ombre i gesti delle bambine che accompagnano una storia di orchi si proiettano sulle pareti; in una stalla buia due fidanzati scoprono tre lucciole e restano a guardare le capre alla luce di un accendino; a ridosso di alcune scale un anziano racconta un aneddoto e ride con i suoi due interlocutori.

Prima di andare a letto Myrtylle, una bambina dall’immaginazione fervida e l’intelligenza acuta tipica della sua età, ascolta suo padre raccontarle delle caverne dai dipinti preistorici che visiteranno il giorno dopo. Suggestionata o realmente destata in piena notte dall’animale entrato in casa, insegue un cinghiale all’interno del bosco e poi in una grotta, come fosse la protagonista di uno delle storie bucoliche che si potrebbero sentire raccontare nei vicoli del villaggio. Nell’antro che la stessa fanciulla considera come la dimora dell’animale, giunge suo padre al termine della ricerca. Vi scopre le pitture rupestri che raffigurano ancestrali cinghiali, perde la lampada che si infrange al suolo dopo essere stato sorpreso da un grugnito e a tentoni nel tentativo di salvare sua figlia, spara.

Il linguaggio della luce di luminarie, lucciole e fuochi preistorici e il suo opposto complementare che risiede nell’ombra vengono designati come i fenomeni fisici precursori del cinema. Gli opposti ossimorici di luce e ombra, compagnia e solitudine, spazi naturali e spazi abitati dagli uomini, antico e nuovo pilotano i  processi etnografici e antropologici che conducono all’invenzione e all’armonia creativa. Si potrebbe infatti parlare di film etnografico non convenzionale poiché la ricerca pur partendo da una piccola comunità montana, dimostra intenti nuovi quasi sconosciuti alle scienze umane: supera il dato empirico per indagare quello magico.

Director: Christelle Lheureux
Producer: Antoine Thirion
Screenwriters: Christelle Lheureux
Cinematography: Christelle Lheureux
Cast: Myrtille Finken, Manuel Vallade
France
42 Min
BAFICI CINE DEL FUTURO

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