BAFICI corrispondenza : The day he arrives (Hong Sang-soo) ITA

for desistfilm: Lea Liotine
wait patiently for the english version, thanks.  

Il regista Jean Renoir ha detto una volta ‘a director makes only one movie in his life. Then he breaks it into pieces and makes it again’. Sembra che Hong Sang-soo stia seguendo alla lettera questo  precetto dai tempi di  Like You Know It All e Oki’s movie sino al The day he arrives, lasciando inalteraro nei suoi film il leitmotiv del coinvolgimento amoroso e quello della crisi artistica. Il circolo in cui è rimasto prigioniero come in una perenne ripetizione è sintomatico dell’inettitudine ad affrontare la realtà e del senso di frustrazione che si prova nel non vedere riconosciuta la propria arte.

La giornata di Seongjun, del potenziale ennesimo  alter-ego del regista, viene rivista e rielaborata declinando l’intreccio più e più volte nel vano tentativo  che si imbocchi la strada giusta. Il senso di straniamento vissuto dal protagonista, e contemporaneamente dallo spettatore, viene intensificato da una fotografia di un bianco e nero poco contrastato, attraverso i restringimenti di campo e i conseguenti e diffusi fuori-fuoco capaci di privarci della percezione della metropoli per restituirci quella del set e della finzione. Scelte di stile e tecniche che rimandano alla sovversione e allo sprezzo per la tradizione tipico della nouvelle vague. Lo spettatore viene piazzato accanto al regista, nel posto che spetterebbe all’assistente, a guardare un film che nasce e rinasce, nel momento esatto in cui viene girato. Dinanzi a noi si dipanano tre visioni di sogno ad occhi aperti, o per meglio dire tre letture della medesima esperienza di ritorno a casa e di amore, come le si immaginerebbe prima di partire, tanto che si potrebbe pensare che si tratti dell’immaginazione  avviata e riavvolta del protagonista in viaggio per Seoul, i suoi timori, le insicurezze, le fredde aspettative. Fredde come Seoul, che non azzarda mai l’esplosione, nè mai concede la sua presenza generosa.

Il regista, il suo amico, l’amica di lui, la sua ex-fidanzata, gli studenti di cinema, una conoscente, un musicista di cui non ricorda il nome, la nuova donna che illuderà amando d’improvviso e per una notte, sono le marionette di un canovaccio indefinito, non scritto, prestato all’immaginazione che sembra trovare nella sua ultima versione una soluzione non troppo convincente.  Come già in Hahaha, in cui i due personaggi principali condividevano le loro storie fino a confonderne i particolari e l’appartenenza, in questo film non si riesce a distinguere la realtà dalla finzione e presto neppure dove la storia cominci e dove finisca.

Director: Hong Sang-soo
Producer: Kim Kyoung-hee
Screenwriter:  Hong Sang-soo
Cinematography: Kim Hyung-koo
Cast: Yu Jun-sang, Kim Sang-jung, Song Sunmi
79 mins
South Korea
BAFICI PANORAMA

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